Il rischio delle microplastiche nelle acque potabili

Il team di esperti di Ecosystems HSE

La diffusione della plastica in acqua, aria e suolo è ormai diventato un problema di tutti!

L’invisibilità a occhio nudo delle micro particelle non esenta l’ambiente e l’essere umano e animale dalla sua contaminazione.

Per definizione, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, “le microplastiche possono essere classificate come particelle di dimensioni inferiori a 5 mm e generalmente di grandezza compresa tra 1 µm e 5 mm…Possono derivare dalla frammentazione o degradazione di rifiuti plastici più grandi o possono essere prodotte ex-novo nello stesso range dimensionale con il quale si ritrovano nell’ambiente.

La Commissione europea, dando seguito a quanto previsto dalla Direttiva Ue 2020/2184 sulla necessità di sviluppare strategie per garantire la salubrità delle risorse idriche, ha deliberato che entro il 2024 dovrà essere individuata una metodologia per il monitoraggio delle microplastiche. 

Ad oggi, presso il Ministero delle Salute, grazie al supporto e al coordinamento dell’ISS, è stato costituito un gruppo di lavoro con lo scopo di contribuire all’elaborazione di un protocollo nazionale per la determinazione e caratterizzazione delle microplastiche nelle acque destinate al consumo umano.

Gli effetti sulla salute sono ancora ignoti, ma certa è la tossicità delle materie plastiche che possono infiltrarsi nelle acque sotterranee e rilasciare sostanze dannose nel terreno.

Ecosystems HSE, società del Gruppo Ecosafety, si avvale di un laboratorio di “Analisi chimiche e microbiologiche”, con una sezione specializzata nella consulenza aziendale per l’analisi ed il controllo di qualità delle acque, con lo scopo di prevenire gli effetti dell’inquinamento sugli organismi biologici.

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