Rischio clinico e responsabilità professionale

Il Regolamento attuativo sui requisiti minimi di garanzia delle polizze assicurative della cosiddetta Legge Gelli

La Conferenza Stato Regioni, nella seduta di mercoledì 9 febbraio 2022, ha raggiunto un’intesa sullo schema di decreto del MiSE, contenente il Regolamento sui requisiti minimi delle polizze assicurative sul rischio clinico e la responsabilità personale, attuativo della Legge 8 marzo 2017, n. 24, c.d. Legge Gelli.

Si è arrivati così a identificare un massimale di copertura assicurativa, attualmente aumentato, così come i massimali minimi di garanzia delle coperture assicurative obbligatorie per responsabilità civile verso terzi per le strutture che svolgono anche attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto.

Vi riportiamo di seguito le modifiche rilevanti:

1. Sinistro in serie: viene eliminata la definizione (art. 1) del sinistro in serie che faceva riferimento a più richieste di risarcimento all’assicurato, all’assicuratore o alla struttura in conseguenza di una pluralità di eventi riconducibili allo stesso atto, oppure a più atti riconducibili ad una stessa causa.

2. Formazione continua: eliminata la disposizione (art. 3) che vincolava la copertura assicurativa delle polizze di rischio professionale al raggiungimento da parte dei sanitari di almeno il 70% degli obblighi formativi previsti dal piano di formazione continua dell’ultimo triennio. Ricordiamo che la misura resta comunque in vigore, in quanto prevista dall’articolo dell’art. 38-bis del DL Adeguamento PNRR, con riferimento temporale riferito al triennio 2023-2025.

3. Massimali minimi di garanzia delle polizze assicurative. Nello specifico,in sede Conferenza delle Regioni si è arrivati a identificare un massimale di copertura assicurativa, attualmente aumentato a € 5.000.000,00 per sinistro, così come i massimali minimi di garanzia delle coperture assicurative obbligatorie per responsabilità civile verso terzi per le strutture che svolgono anche attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto. Per i liberi professionisti, invece, il massimale si attesta fra € 1.000.000,00 e € 2.000.000,00.

Nello specifico, all’art. 4 si esplicita che:

  • per le strutture ambulatoriali che non eseguono prestazioni erogabili solo in ambulatori protetti, ossia ambulatori situati nell’ambito di istituti di ricovero e cura, compresi i laboratori di analisi, è previsto un massimale non inferiore ad € 1.000.000,00 per sinistro, ed un massimale per ciascun anno non inferiore al triplo di quello per sinistro
  • per le strutture che non svolgono attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto, comprese le strutture sociosanitarie residenziali e semi residenziali, nonché per le strutture ambulatoriali che eseguono prestazioni erogabili solo in ambulatori protetti o attività odontoiatrica e per le strutture sociosanitarie,è stabilito un massimale non inferiore a € 2.000.000,00 per sinistro e un massimale per ciascun anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro
  • per le strutture che svolgono anche attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto, è definito un massimale non inferiore a € 5.000.000,00 per sinistro, e un massimale per ciascun anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro
  • per i sinistri in serie, invece, è previsto un massimale per sinistro e per anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro, indipendentemente dal numero dei danneggiati.

Invece, i massimali di garanzia delle coperture assicurative dei contratti assicurativi obbligatori per chi svolge la propria attività al di fuori di una delle strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private o che presti la sua opera all’interno della stessa in regime libero-professionale, sono i seguenti:

  • per gli esercenti la professione sanitaria che non svolgono attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto, è stato definito un massimale non inferiore a € 1.000.000,00 per sinistro, e massimale per ciascun anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro
  • per gli esercenti la professione sanitaria che svolgono anche attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica e parto, è stato previsto un massimale non inferiore a € 2.000.000,00 per sinistro, e massimale per ciascun anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro
  • per i sinistri in serie, è stato istituito un massimale per sinistro e per anno non inferiore al triplo del massimale per sinistro, indipendentemente dal numero dei danneggiati.

4. Non c’è poi alcun riferimento (art. 9) al “Centro di gestione unitario” che si sarebbe dovuto occupare della gestione del rischio di responsabilità civile in ambito sanitario della struttura, qualora questo fosse stato gestito in modo accentrato.

5. Gestione del rischio assicurativo: si modificano (art. 15) le norme che prevedono che la struttura debba:

  • identificare annualmente i principali rischi di responsabilità civile in ambito sanitario a cui è esposta e le azioni necessarie per la mitigazione
  • valutare, gestire e monitorare i rischi in un’ottica annuale e prospettica anche al fine, nel caso di ricorso all’assicurazione, di fornire all’assicuratore le informazioni minime del rischio specifico da assicurare per la corretta quotazione del premio, attraverso un processo di analisi che include una valutazione sia delle prestazioni sanitarie offerte, sia dell’utenza che ne usufruisce
  • predisporre una relazione annuale sull’adeguatezza e sull’efficacia dei processi di valutazione dei rischi, nonché sulle criticità riscontrate, proponendo i necessari interventi migliorativi.

6. Entrata in vigore: si prevede (art. 16) che le polizze pluriennali aggiudicate nell’ambito di bandi pubblici, ove non liberamente rinegoziabili fra le parti, restino in vigore fino alla scadenza del contratto e comunque non oltre i 24 mesi, in luogo dei 12 precedentemente previsti, dall’entrata in vigore del presente DM.