Igiene delle mani nei luoghi di lavoro: obblighi, procedure e controlli
🖊️ La Redazione
Il 15 ottobre si celebra il Global Handwashing Day, la giornata mondiale del lavaggio delle mani promossa dal 2008 dalla Global Handwashing Partnership. Al di fuori della sfera domestica, lavarsi le mani è spesso qualcosa di più di una buona abitudine: in diversi settori è un obbligo previsto dalla legge, con requisiti strutturali, procedure scritte e controlli verificabili.
Di seguito i tre contesti in cui l’igiene delle mani nei luoghi di lavoro ha le ricadute più concrete per le organizzazioni: il settore alimentare, la sicurezza sul lavoro in presenza di rischio biologico e le strutture sanitarie.
Perché l’igiene delle mani nei luoghi di lavoro è un tema di compliance
Le mani sono uno dei principali veicoli di trasferimento di microrganismi: dall’operatore all’alimento, da una superficie all’altra, dal paziente all’operatore sanitario e viceversa. Per questo il legislatore europeo e quello nazionale non si limitano a raccomandare il lavaggio delle mani, ma ne disciplinano le condizioni: dove devono trovarsi i lavabi, di cosa devono essere dotati, chi deve garantirli e come il personale deve essere formato.
Per un’azienda questo significa che una carenza nell’igiene delle mani nei luoghi di lavoro non è un problema di comportamento individuale, ma una possibile non conformità rilevabile in sede di controllo ufficiale, di ispezione o di audit.
1. Settore alimentare: cosa prevede il Reg. CE 852/2004
Il Regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari è il riferimento per tutti gli operatori del settore alimentare (OSA), dalla ristorazione alla produzione industriale.
Le strutture (Allegato II, Capitolo I). Il punto 4 stabilisce che deve essere disponibile un numero sufficiente di lavabi, adeguatamente collocati e segnalati, destinati al lavaggio delle mani. I lavabi devono disporre di acqua corrente calda e fredda, di materiale per lavarsi le mani e di un sistema igienico di asciugatura. Dove necessario, i dispositivi per il lavaggio degli alimenti devono essere separati da quelli per il lavaggio delle mani.
L’igiene personale degli operatori (Allegato II, Capitolo VIII). Chiunque lavori in locali dove si trattano alimenti deve mantenere uno standard elevato di pulizia personale e indossare indumenti adeguati, puliti e, se necessario, protettivi.
Le procedure basate sull’HACCP (art. 5). Gli OSA devono predisporre, attuare e mantenere procedure permanenti basate sui principi HACCP. Il lavaggio delle mani rientra tra le pratiche igieniche di base del piano di autocontrollo: quando lavarsi le mani (inizio turno, dopo l’uso dei servizi igienici, dopo la manipolazione di alimenti crudi, rifiuti o imballaggi), con quali modalità e con quali prodotti.
Verificare che le procedure funzionino. Una procedura scritta non dimostra di per sé che l’igiene sia efficace. Lo strumento più diretto per verificarlo sono i tamponi sulle superfici a contatto con gli alimenti (piani di lavoro, utensili, attrezzature, maniglie): i risultati analitici indicano se pulizia e sanificazione, compresa l’igiene delle mani degli operatori che su quelle superfici lavorano, raggiungono gli standard previsti dal piano HACCP.
Il Laboratorio Accreditato ISO 17025 di Gruppo ECOSafety esegue campionamenti e analisi microbiologiche su alimenti e superfici a supporto dell’autocontrollo HACCP.
La formazione degli addetti (Allegato II, Capitolo XII). Gli OSA devono assicurare che gli addetti alla manipolazione degli alimenti siano controllati e/o abbiano ricevuto un addestramento in materia d’igiene alimentare, in relazione al tipo di attività svolta. Gruppo ECOSafety propone corsi HACCP per responsabili dell’autocontrollo alimentare (OSA), addetti che manipolano e che non manipolano alimenti, e per l’aggiornamento del personale alimentarista.
2. Sicurezza sul lavoro: igiene delle mani nei luoghi di lavoro e rischio biologico
Nel D.Lgs. 81/2008 l’igiene delle mani nei luoghi di lavoro compare in due livelli: come requisito generale dei luoghi di lavoro e come misura specifica nelle attività con esposizione ad agenti biologici.
I lavabi nei luoghi di lavoro (Allegato IV, punto 1.13.3.1). In tutti i luoghi di lavoro i lavoratori devono disporre, in prossimità dei posti di lavoro, di gabinetti e di lavabi con acqua corrente calda, se necessario, dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi.
Il rischio biologico (Titolo X). Quando la valutazione del rischio prevista dall’art. 271 evidenzia rischi per la salute dei lavoratori, l’art. 273 impone al datore di lavoro specifiche misure igieniche:
- servizi sanitari adeguati, con docce dotate di acqua calda e fredda e, se del caso, lavaggi oculari e antisettici per la pelle;
- indumenti protettivi o altri indumenti idonei, da riporre in posti separati dagli abiti civili;
- controllo, disinfezione e pulizia dei dispositivi di protezione individuale dopo ogni utilizzo, con riparazione o sostituzione di quelli difettosi;
- rimozione degli indumenti di lavoro e protettivi potenzialmente contaminati all’uscita dalla zona di lavoro, con custodia separata ed eventuale disinfezione, pulizia o distruzione.
Il rischio biologico non riguarda solo sanità e laboratori: interessa anche agricoltura e zootecnia, gestione dei rifiuti, depurazione delle acque, servizi di pulizia e sanificazione, industria alimentare.
Informazione e formazione (art. 278). Nelle attività con rischio biologico il datore di lavoro deve fornire ai lavoratori informazioni e istruzioni, anche sulle misure igieniche da osservare e sull’uso corretto dei DPI. Ligiene delle mani nei luoghi di lavoro , insieme all’uso e alla rimozione corretta dei guanti, è uno dei contenuti centrali di questa formazione.
Gruppo ECOSafety affianca le aziende nella valutazione dei rischi, nella definizione delle misure igieniche e nella scelta dei dispositivi di protezione individuale. Per un quadro completo dei servizi: Salute e sicurezza sul lavoro.
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3. Strutture sanitarie: igiene delle mani nei luoghi di lavoro e prevenzione delle ICA
Nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie l’igiene delle mani nei luoghi di lavoro è la misura di base per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA).
Le dimensioni del problema. Secondo l’indagine di prevalenza ECDC 2022-2023 sugli ospedali per acuti, nel campione UE/SEE il 7,1% dei pazienti presentava almeno un’ICA, con valori compresi tra il 3,1% e il 13,8% a seconda del Paese; l’ECDC stima circa 4,3 milioni di pazienti colpiti ogni anno. In Italia, la sorveglianza nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità condotta nel novembre 2022 su 325 ospedali e oltre 60.000 pazienti ha rilevato una prevalenza del 10,2% sul totale dei pazienti inclusi; nello stesso studio, in media solo il 37% circa dei posti letto disponeva di un dispenser di gel idroalcolico al punto di cura. Per un approfondimento: ICA, i dati ECDC e Infezioni correlate all’assistenza: un rischio per la sicurezza delle cure.
Il riferimento operativo: i “5 momenti” dell’OMS. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità individuano cinque momenti in cui l’operatore deve eseguire l’igiene delle mani nei luoghi di lavoro: prima del contatto con il paziente, prima di una manovra asettica, dopo l’esposizione a un liquido biologico, dopo il contatto con il paziente e dopo il contatto con ciò che circonda il paziente. L’OMS dedica all’igiene delle mani in ambito sanitario una giornata specifica, il 5 maggio, con la campagna SAVE LIVES: Clean Your Hands.
Un indicatore di rischio clinico. L’adesione al protocollo di igiene delle mani è misurabile (osservazione diretta, consumo di prodotti idroalcolici, disponibilità dei dispenser) e rientra a pieno titolo tra gli strumenti di gestione del rischio clinico: permette di individuare reparti critici, pianificare interventi formativi e documentare i miglioramenti. Per inquadrare il metodo: Principi di base di risk management.
La formazione degli operatori. Gruppo ECOSafety ha accreditato il corso ECM in modalità FAD Il lavaggio delle mani: aspetti normativi, procedurali e pratici, rivolto ai professionisti sanitari e socio-sanitari e basato sulle linee guida OMS.

igiene delle mani nei luoghi di lavoro: dalla procedura alla verifica
Nei tre contesti illustrati il percorso per l’igiene delle mani nei luoghi di lavoro è lo stesso: requisiti strutturali adeguati, procedure scritte, personale formato e controlli che dimostrino l’efficacia delle misure. È su quest’ultimo passaggio che si gioca la differenza tra conformità formale e prevenzione reale.
Gruppo ECOSafety supporta aziende e strutture sanitarie: analisi microbiologiche su alimenti e superfici con il laboratorio accreditato ISO 17025, consulenza in materia di sicurezza sul lavoro e rischio biologico, corsi HACCP per il personale alimentarista, formazione ECM e gestione del rischio clinico.
Quando si celebra la giornata mondiale del lavaggio delle mani?
Il Global Handwashing Day si celebra il 15 ottobre. Da non confondere con la Giornata mondiale dell’igiene delle mani.
Il lavaggio delle mani è obbligatorio per chi lavora con gli alimenti?
Sì. Il Reg. CE 852/2004 richiede agli operatori uno standard elevato di pulizia personale (Allegato II, Cap. VIII) e impone la presenza di lavabi dedicati con acqua calda e fredda, materiale per lavarsi e asciugarsi le mani (Allegato II, Cap. I). Le modalità operative vanno definite nel piano di autocontrollo HACCP.
Chi deve garantire lavabi e antisettici nei luoghi di lavoro?
Il datore di lavoro. L’Allegato IV del D.Lgs. 81/2008 prevede lavabi dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi in tutti i luoghi di lavoro; in presenza di rischio biologico, l’art. 273 richiede anche, se del caso, antisettici per la pelle e lavaggi oculari.
Come si verifica l’efficacia dell’igiene in un’azienda alimentare?
Con i tamponi microbiologici sulle superfici a contatto con gli alimenti, eseguiti secondo il piano di campionamento previsto dall’autocontrollo HACCP e analizzati da un laboratorio qualificato.
Quali sono i 5 momenti dell’igiene delle mani nei luoghi di lavoro in sanità?
Secondo l’OMS: prima del contatto con il paziente, prima di una manovra asettica, dopo l’esposizione a un liquido biologico, dopo il contatto con il paziente e dopo il contatto con l’ambiente circostante il paziente.